Capitani…..Buongiorno,
Come spesso succede – oramai è consuetudine – la televisione, questo oblò sul mondo, punta il dito contro una certa categoria.
Lo scopo è sempre chiaro per chi sa leggere tra le righe.
Dopo gli anziani e i bambini ora è il momento di puntare il dito sui giovani. Ragazzi tra i 17 e i 28 anni su per giù.
Dopo l’abituale prima notizia sull’e-vento di cambia-mento e il mantra dell’unica soluzione da somministrare categoria di turno, i telegiornali proseguono con una carrellata di servizi di cronaca inerente la suddetta categoria, i giovani. I più attenti avranno notato questa flusso.
Metto le mani avanti: non voglio prendere posizione, nè ho intenzione a portare voi lettori a prenderne una.
Non voglio peccare di arroganza nel giudicare l’operato degli esseri umani. Ogniuno sia responsabile del proprio.
Il mio intento sta nel chiedere di essere presenti con il proprio essere, la propria coscienza (un pò come osservarsi dall’esterno), a sufficienza tale da percepire il sottile gioco del cronista e del telespettatore.
Ragioniamo:
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Il telegiornale, così come altri programmi (non a caso si chiamano programmi), hanno una finestra temporale abbastanza limitata da obbligare ad una scelta sulle notizie da diffondere.
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Gli eventi quotidiani che accadono nel mondo sono innumerevoli, troppi da portarli all’attenzione di chi segue per un telegiornale di 30 minuti. Impresa impossibile anche per un telegiornale 24/ 7.
A questo punto bisognerebbe domandarsi perché, dopo aver parlato di “soluzionare i giovani”, c’è necessità di andar giù pesante con notizie di cronaca “giovanile”.
Alla fine della fiera chi andrà a puntare il dito contro i giovani? Il telegiornale? In fondo il telegiornale si presta solo a narrare alcuni degli innumerevoli accadimenti.
Si presta, come Ponzio Pilato, a dare alla folla quello che vuole lavandosene le mani.
C. B.

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