Capitani…buongiorno,
Oggi parliamo di,
LA FORESTA AMAZZONICA NEL PRESENTE E DEL PASSATO
– Parte 1 –
Quanto incide anche il nostro stile di vità sulla deforestazione dell’amazzonia?
Perchè nonostante le sollecitazioni di varie organizzazioni ambientaliste e della Chiesa Cattolica anche con un recente appello del 10 giugno 2022, ancora non è stata approvata una legge contro questa deforestazione incontrollata?
Secondo un rapporto di un’istituto socio-ambientale tra il 2019 e il 2021 la deforestazione è cresciuta del 79% rispetto al triennio 2016 – 2018, nelle terre indigene è aumentata addirittura del 138%.
Fra le varie cause cito: il traffico di legname, gli allevamenti di bestiame, le piantagioni di soia e caffè, gli incendi a seguito delle politiche di smantellamento delle tutele governative del territorio, attraverso la mancanza di vigilanza e l’eliminazione delle multe per chi commette reati ambientali.
I soli paesi occidentali con consumi e sprechi di prodotti di largo consumo quali:
carne, soia, olio di palma, caffè, cacao, cuoio e altri sono responsabili del 10% della deforestazione globale al di fuori dei paesi dell’ UE; dal 1950 ad oggi la produzione di soia è aumentata del 15% a seguito dell’aumento dei consumi di carni e derivati anima-li;
il 97% delle farine di soia finisce nei mangimi per anima-li e un quinto importata in UE dal Brasile illegalmente, contribuendo gradulmente all’estinzione di preziosi ecosistemi e anima-li, tra cui il giaguaro, l’Italia è il terzo maggior importatore di soia in UE, contribuendo a una deforestazione media di circa 16000 ettari l’anno.
Un ‘altro prodotto sospetto è la bresaola, non tutti sanno che in Brasile con l’allevamento dello Zebù, simile ai nostri bovini, si può ottenere la bresaola (lo consente tutt’oggi un disciplinare di produzione ), vengono in tal modo sottratti altri terreni alla foresta.
Nel mondo si bevono circa 2,5 milioni di caffè al giorno, soprattutto in Italia;
l ‘UE occupa una fetta del 33% dei consumi totali di caffè nel mondo ,la domanda è in crescita e si stima triplicherà entro il 2050.
Tutt ‘oggi il 60% delle aree adatte a coltivare caffè si coltiva ai margini delle foreste, però si stanno abbattendo aree di foresta per far posto a nuove piantagioni.
Il 40% della foresta pluviale amazzonica è già compromesso a causa di incendi e tagli incontrollati ,basti sapere che negli ultimi 30 anni sono stati deforestati 420 milioni di ettari di terreni ,una superficie grande quanto quasi l’intera Unione Europea per renderne la vastità.
Dobbiamo tutti prendere coscienza di questo scempio e fare quanto possiamo per impedirlo.
Grazie per la vostra attenzione.
V. S.

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